Un territorio generoso e ricco di storia Print Friendly and PDF

Benvenuti ad Ispica

Un territorio ricco di storia e di natura, di terra e di mare. Luoghi baciati dal sole in pianura come in collina, arricchiti da un ambiente generoso e un mare cristallino. E’ tra le province di Ragusa, Siracusa, Catania e Caltanissetta, nell’estrema punta sud-orientale della Sicilia, che cresce la Carota Novella di Ispica Igp, in un’area che, storicamente, ha fondato la propria economia ed il proprio sistema produttivo sull’agricoltura.
Luoghi di grande fascino e di forte richiamo nei quali spaziare dalle bellezze monumentali, come quelle di Modica, Ragusa, Scicli, Noto o Caltagirone, a quelle scandite dai campi coltivati, come a Chiaramonte Gulfi, Pachino o Vittoria, per arrivare a località suggestive incorniciate dal mare come Porto Palo di Capo Passero o Ispica. Tutte accomunate da uguali caratteristiche del clima e dei terreni, tanto da diventare luogo privilegiato per la coltivazione di vari prodotti di pregio. Tra questi si inserisce a pieno titolo la Carota Novella di Ispica Igp, la cui storia è legata a doppio filo con quella della tradizione agricola e popolare dei luoghi in cui è coltivata.
Le sue origini, infatti, risalgono al 1950, come documentato da un articolo del 1955 dell’agronomo Giuseppe Di Pietro, pubblicato sulla rivista di storia e cultura ispicese “Hyspicae Fundus”. Da quegli anni, la sua coltivazione, iniziata ad Ispica, si è progressivamente allargata fino a comprendere tutti gli attuali territori, i cui punti di forza sono senza dubbio le caratteristiche del terreno ed il clima. Ispica, insieme con Pachino e Pozzallo è, infatti, tra le città più assolate d’Italia e, non a caso, tutti e tre i comuni rientrano tra quelli nei quali è coltivata la Carota Novella. Il colore arancione intenso, il profumo deciso e la croccantezza, sono infatti tutti tratti distintivi legati alla presenza del sole, oltre che alle caratteristiche dei terreni.
Assaggiare la Carota Novella, diventa dunque occasione per conoscere un territorio che custodisce alcuni tra i più importati monumenti del barocco siciliano, diventati patrimonio dell’Unesco, ma anche momento per poter ammirare il liberty di alcuni palazzi, le antiche atmosfere di siti archeologici di grande pregio o rari contesti naturali ancora incontaminati.
Ispica, ad esempio, l’antica Hispicaefundus, che conta oggi poco meno di 15 mila abitanti, sorge su una collina con un leggero pendio, non lontano dal mare, dal quale dista solo 6 chilometri. La città può essere idealmente divisa in due parti: un’area di impianto settecentesco con una maglia stradale a scacchiera e un’area di impianto medievale con tracciati viari irregolari, che comprende anche una rupe sulla quale si trovano i ruderi di una fortezza che è stata il nucleo principale della città. Meritano una visita alcune costruzioni tardobarocche che si trovano nel centro storico della cittadina, così come alcuni edifici liberty. Ma i veri punti di forza sono rappresentati dagli oltre dieci chilometri di spiaggia libera e dall’area archeologica della Cava di Ispica con il parco archeologico della Forza. Si tratta di uno scenario naturale di affascinante suggestione fatto di rocce calcaree cinerine con macchie color ruggine e ricco di una varia flora mediterranea, nel quale si collocano insediamenti trogloditici, santuarietti e necropoli. Ci si imbatte in grotte delle forme più varie: grandi fenditure naturali, tombe a grotticella scavate su pareti perpendicolari in parte irraggiungibili, incisioni a forma di parallelepipedi scoperchiati e dimezzati, il tutto in un contesto naturale che resta ancora incontaminato e che consente, ai pochi contadini rimasti, di coltivare fiorenti orti.
All’interno del parco archeologico della Forza una grotta è stata adibita ad Antiquarium e al suo interno sono stati sistemati i reperti rinvenuti nel sito: frammenti di pithoi, di anforette, utensili litici databili a partire dalla prima età del bronzo (sec. XVIII a.C.) fino alla prima colonizzazione greca (VIII sec. a.C.). Altri reperti in ceramica si riferiscono al periodo rinascimentale.
Pochi territori come Ispica riescono a coniugare la bellezza di un paesaggio incontaminato con una forte presenza storica e una ricca tradizione gastronomica tanto da far diventare la città, negli ultimi anni, una interessante meta turistica, attrezzata con strutture ricettive di buon livello.
Borgo Rio Favara (C.da S. Maria del Focallo - tel: 335 5745609), Torre Marabino (C.da Marabino – C.P. 19 - Tel. 0932 795060) e Palazzo Gambuzza - Maison de Charme (ia G. Meli, 6 - Tel. 0932 950834) sono degli ottimi punti di riferimento.
E per gli appassionati gourmet, da segnalare il ristorante Poseidon (Contrada Porrello - tel: 0932 798027) e il ristorante Il Mercato di Ispica (Corso Umberto I n.34 - 0932 951632) che utilizzano nelle loro cucina prodotti del territorio, tra i quali la Carota Novella di Ispica.